Disdetta o recesso: qual è la differenza
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La disdetta serve a non far rinnovare un contratto alla sua scadenza. Il recesso chiude il contratto prima della scadenza. Nella pratica le due parole si usano spesso come sinonimi, e una lettera ben scritta può chiedere entrambe le cose: la chiusura dalla prima data utile nel rispetto del preavviso.
La disdetta
Si usa con i contratti a durata determinata che si rinnovano in automatico, come molti abbonamenti, polizze e contratti di affitto. Va inviata entro il termine indicato nel contratto, per esempio 30 o 60 giorni prima della scadenza. Se arriva tardi, il contratto si rinnova.
Il recesso
È la possibilità di uscire dal contratto prima della scadenza. Per telefonia, internet e pay TV la legge (D.L. 7/2007, decreto Bersani) permette di recedere in qualsiasi momento con un preavviso massimo di 30 giorni, pagando solo i costi giustificati dall’operatore e le eventuali rate residue.
Il ripensamento
Per i contratti firmati online, al telefono o fuori dai negozi hai 14 giorni per cambiare idea senza penali e senza dare motivazioni. Anche questo è un recesso, con regole più favorevoli.
Cosa scrivere nella lettera
- Se vuoi chiudere subito: “comunica il recesso dal contratto dalla prima data utile nel rispetto del preavviso”.
- Se vuoi evitare il rinnovo: “comunica la disdetta del contratto alla scadenza del [data]”.
- Se sei nei 14 giorni: “esercita il diritto di ripensamento ai sensi dell’art. 52 del Codice del Consumo”.
Domande frequenti
Il recesso ha dei costi?
Per telefonia e pay TV l’operatore può chiedere solo i costi effettivamente sostenuti per chiudere la linea e le rate residue di prodotti acquistati. Le penali vere e proprie non sono ammesse.
Posso recedere da un abbonamento in palestra?
Dipende dal contratto: molti prevedono solo la disdetta alla scadenza. Controlla le condizioni e invia la lettera entro il termine.